Una legge approvata oggi dal consiglio regionale ha stabilito che, a partire dal 2010, la Regione verserà 2,6 milioni di euro l’anno, per un periodo di 24 anni, per contribuire insieme alle Ferrovie dello Stato all’acquisto di 10 nuovi treni regionali. La proposta è arrivata dalla giunta dopo l’accordo per il contratto di servizio con Trenitalia. I primi nuovi treni circoleranno sulla rete ferroviaria ligure a partire dal 2011 e in caso di ritardi nella consegna delle nuove carrozze e dei nuovi locomotori le Ferrovie saranno costrette a pagare una penale. l materiale acquisito è vincolato all’uso di servizio di trasporto pubblico ferroviario nell’ambito del territorio ligure ed è utilizzato dal gestore del servizio ferroviario regionale per un periodo pari alla durata del contratto di servizio stipulato col gestore medesimo.
Con la garanzia dei due 2,6 milioni annui, Trenitalia si impegna a investire 50 milioni per ordinare subito una parte dei 10 nuovi treni. “In questo modo riusciremo a offrire ai numerosi pendolari un servizio migliore. Gran parte dei convogli che circolano oggi sono infatti vecchi, avendo una età media di 28 anni” ha spiegato l’assessore ai trasporti Enrico Vesco.
<ivg.it>
Dal 12 dicembre rischiano di sparire Eurostar e Cisalpino: solo treni regionali e cambio a Venezia, trenitalia potrebbe accettare le proposte di Rfi per il nuovo orario Milano e Roma sempre più lontane, si allungano anche i tempi. Treni soppressi, coincidenze cancellate, tempi allungati.
Trieste, Udine e Gorizia tagliate fuori. I cittadini del Friuli Venezia Giulia costretti a cambiare il treno a Mestre per andare a Milano o a Roma. E’ lo scenario che si prefigura se Trenitalia accetterà le proposte di Rete ferroviaria italiana (Rfi) per il prossimo cambio di orario. L’orientamento attuale è di procedere a tagli sostanziali: dal 12 dicembre la regione potrebbe essere spinta ai margini dei servizi ferroviari. Eurostar, Eurocity, Cisalpini da Venezia direzione Est? La croce sopra. Altro che cuore dell’Europa. Altro che Tav. Persi i centri decisionali, rischiano di andarsene ora anche i treni. A sopravvivere, i soli convogli regionali.
I TAGLI Non che oggi ci sia abbondanza: i collegamenti diretti si contano sulle dita di una mano, l’unica relazione internazionale è la Trieste-Basilea. Ma almeno sono garantite le tratte fondamentali da Trieste e Udine, quelle verso Milano e Roma. Tra poco più di due mesi le ferrovie del Friuli Venezia Giulia potrebbero essere però letteralmente all’angolo. A quanto risulta, nell’agenda di Trenitalia, sulla base degli indirizzi di Rfi, con l’obiettivo di contenere i costi e tagliare le partite non remunerative, sono previste le soppressioni – andata e ritorno – dei collegamenti Eurostar oltre Venezia per Trieste e Udine; degli Eurocity che, unico collegamento internazionale, raggiungono, passando per Udine, Vienna e Venezia; dei Cisalpini in partenza da Trieste verso Milano e Basilea. Una sforbiciata pesantissima. Niente più Trieste-Roma, Trieste-Milano, Udine-Roma. Con l’aggiunta della perdita di coincidenze a Mestre tra gli Interregionali per Udine e Trieste e gli Eurostar Venezia-Roma.
IL RIDIMENSIONAMENTO Oggi a Roma è in programma una riunione: il nuovo orario è in via di definizione. Ma l’orientamento è chiaro: con questi nuovi tagli le Ferrovie completerebbero l’operazione dimagrimento lasciando al Friuli Venezia Giulia solo lo scheletro del servizio.
Prendi il treno regionale e poi ti arrangi: l’ultima tappa di un ridimensionamento progettato da Rfi senza che ci si preoccupasse di assicurare valide coincidenze per il traffico nazionale e i collegamenti internazionali attraverso Tarvisio, Gorizia e Opicina. I nostri transiti internazionali, strategici in vista del lancio dei grandi corridoi europei, sono di fatto emarginati.
GLI ORARI Dal punto di vista pratico la penalizzazione più evidente è quella dei tempi. Senza il diretto e con l’obbligo di scendere dal treno regionale e salire sull’Eurostar a Mestre, il passeggero del Friuli Venezia Giulia viaggerà a ritmo di lumaca. Se negli anni Sessanta il rapido da Trieste impiegava 4 ore per raggiungere Milano, adesso ci mette 20 minuti in più, ma dal 12 dicembre, in caso di sfortunata coincidenza, si supereranno le 5 ore. Tutto questo in tempi in cui il Frecciarossa impiega 65 minuti da Milano a Bologna, tre ore e mezza da Milano a Roma, quattro ore e cinquanta da Milano a Napoli.
L’ALLARME DELLE GENERALI Il quadro pessimistico disegnato da Giovanni Perissinotto l’altro giorno al convegno organizzato da Il Piccolo e NordestEuropa.it aggiunge dunque un’altra tessera preoccupante. L’ad delle Generali ha lanciato un avvertimento: il gruppo triestino fatica ad attirare a Trieste giovani manager “perché qui si ha l’impressione di essere tagliati fuori da tutto”. Senza treni, sarà anche peggio. Ci sarà un auspicabile dietrofront? Il primo segnale non è positivo.
Cercando un posto dal 12 dicembre in poi sui treni a rischio taglio, già ora, sul sito di Trenitalia, si legge: soluzione non trovata.
L’INTERROGAZIONE Del resto, già da qualche settimana, si sentiva puzza di bruciato. La Cgil aveva denunciato il passaggio dei centri decisionali dalla nostra regione al Veneto. Ed è di questi giorni l’interrogazione bipartisan firmata da Rosato, Maran, Strizzolo (Pd), Monai (IdV), Antonione (Pdl) e Compagnon (Udc): “Le Ferrovie dello Stato non abbandonino il Friuli Venezia Giulia”. Nel testo indirizzato al ministro Altero Matteoli si denuncia come, “nonostante l’attività merci sia tra le più rilevanti in ambito nazionale per la presenza dei poli industriali, dei valichi con Austria e Slovenia, di tre porti regionali e dello scalo di Cervignano, è rimasto un unico centro direzionale del traffico merci, a Udine”. I deputati chiedono inoltre a Matteoli di “assicurare un direttore regionale e un direttore commerciale pienamente responsabili, in grado di studiare il mercato, di impostare un dialogo con istituzioni e imprese e di interfacciarsi proficuamente con la sede centrale”.
<il piccolo>
Nemmeno al passeggero più distratto può sfuggire la dovizia delle suppellettili tecnologiche che da un anno a questa parte arredano le stazioni Principe e Brignole. E questo per un motivo semplice semplice: i modernissimi televisori al plasma disseminati fra i binari e nei sottopassaggi, sono concepiti per “catturare l’attenzione” del “frequentatore di stazioni”. Come? Facendo un casino infernale. Al punto che vien da rimpiangere l’armonioso stridore dei treni in frenata o la buona educazione dei vecchi cartelloni pubblicitari, che se ne stavano zitti zitti in un angolo, e infastidivano soltanto gli esteti più raffinati o i più suscettibili fra i bacchettoni.
Potrebbe sembrare una videoinstallazione di un artista che voglia mostrare in maniera particolarmente sadica la potenza invasiva e autoritaria della tecnologia audiovisiva, ma purtroppo non è così. Si tratta dell’avanguardistica strategia comunicativa predisposta dalle Ferrovie dello Stato per le “Grandi Stazioni” italiane, tra cui Principe e Brignole. Il progetto si chiama “videocomunicazione” e rappresenta, almeno a stare a quanto è scritto sul sito www.grandistazioni.it, «Il primo progetto mondiale di tali dimensioni di comunicazione outdoor (…)». L’ennesimo primato del made in Italy, insomma. Con le sue tre parole chiave – oltre a due classici come “tecnologia” e “design”, spicca minacciosa la parola “reiterazione” – la videocomunicazione è presentata come «un nuovo sistema di comunicazione in grado di catturare l’attenzione, emozionare e seguire in ogni momento i frequentatori delle stazioni. » L’ottimistico idioma del marketing di presentazione sottolinea come l’iniziativa sia pensata per adeguarsi ai “nuovi stili di vita” di un pubblico sempre “fuori casa e in movimento”. E se fosse, metti caso, in movimento per lavoro? Siamo sicuri che l’utente di Trenitalia abbia voglia di farsi seguire ogni momento da un televisore ad alto volume? Che non veda l’ora di farsi emozionare da una pubblicità di pannolini mentre aspetta il treno?
Project-Id-Version: WordPress 2.7
Report-Msgid-Bugs-To: wp-polyglots@lists.automattic.com
POT-Creation-Date: 2008-12-11 00:55+0000
PO-Revision-Date: 2008-12-11 09:02+0100
Last-Translator: SteveAgl
Language-Team: Italian (www.wordpress-it.it)
MIME-Version: 1.0
Content-Type: text/plain; charset=UTF-8
Content-Transfer-Encoding: 8bit
Plural-Forms: nplurals=2; plural=n != 1;
X-Poedit-Language: Italian
X-Poedit-Country: ITALY
X-Poedit-SourceCharset: utf-8
X-Poedit-KeywordsList: __;_e
X-Poedit-Basepath: .
X-Poedit-SearchPath-0: .
Il valore incide nelle buste paga per cifre variabili tra quattrocento e quattromila euro. Lo sfogo: «Dovrebbero pagarci per usare le ferrovie»
I ritardi dei treni costano 8 milioni di ore di lavoro
Gli esperti regionali di mobilità hanno calcolato quanto perdono in un anno i duecentomila viaggiatori veneti abbonati
Quanto costa un ritardo ferroviario? Quanto ci rimette il singolo pendolare ogni volta che il suo treno parte in ritardo, oppure è puntuale ma cammin (pardon, binario) facendo succede un inconveniente - solitamente un guasto - motivo per cui il tempo si allunga? Costa, eccome. Fatti due conti, in Veneto sono otto milioni di ore di lavoro perse all’anno grazie ai ritardi ferroviari. E siccome un’ora di lavoro ha un valore variabile a seconda del tipo di lavoro che si fa - un operaio prende meno di un libero professionista, una colf non ha lo stipendio di un impiegato - il quantum, finora, non l’ha quantificato nessuno. Ci sono solo stime. Che sono comunque impressionanti. Anche per uno studente.
Ma come si arriva agli 8 milioni di ore di lavoro perse all’anno? Ieri, dopo il ritardo ferroviario di lunedì causa un guasto capitato a Marghera, un pendolare ha fatto due conti all’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso. «Sono dipendente pubblico, abito a Padova, lavoro a Venezia - racconta il pendolare - Ogni mattina prendo il treno regionale delle 7.17, dovrei arrivare alla stazione di Santa Lucia alle 8.02. Non succede quasi mai. La media, molto ma molto al ribasso, è di un ritardo medio di 5 minuti al giorno. Moltiplicati
Project-Id-Version: WordPress 2.7
Report-Msgid-Bugs-To: wp-polyglots@lists.automattic.com
POT-Creation-Date: 2008-12-11 00:55+0000
PO-Revision-Date: 2008-12-11 09:02+0100
Last-Translator: SteveAgl
Language-Team: Italian (www.wordpress-it.it)
MIME-Version: 1.0
Content-Type: text/plain; charset=UTF-8
Content-Transfer-Encoding: 8bit
Plural-Forms: nplurals=2; plural=n != 1;
X-Poedit-Language: Italian
X-Poedit-Country: ITALY
X-Poedit-SourceCharset: utf-8
X-Poedit-KeywordsList: __;_e
X-Poedit-Basepath: .
X-Poedit-SearchPath-0: .
Questa è una lettera di protesta di un utente trenitalia che in occasioni di grandi manifestazioni le ferrovie non hanno mai un piano di emergenza arrivando sempre a creare disagi per gli utenti che PAGANO il biglietto per un servizio PESSIMO!. Ultima il palio di Siena, e ancora prima il carnevale di Venezia dove le ferrovie hanno dato la colpa al comune di Venezia per non aver siglato un accordo per l’aumento di treni in quel periodo!!… alle ferrovie hanno il calendario? non pensano che ogni anno c’è il carnevale?, ogni anno c’è il palio di Siena, etc. etc. etc…. Persino un bambino capisce che in quei giorni e pieno di gente!
|
Spett Trenitalia SpA,
con la presente, desidero informare la direzione di Trenitalia su un evento biannuale noto nella Toscana. Due volte l’anno a Siena si svolge il Palio, una manifestazione locale che richiama spesso molti visitatori da tutta la Toscana addirittura dall’estero. Il Palio ha luogo normalmente il 2 di luglio e di nuovo il 16 agosto (Palio dell’Assunta). In occasione del Palio si registra un aumento notevole nell’affluenza da e per Siena nel giorno della manifestazione. Domenica 16 agosto 2009 sono partito da Grosseto sul treno regionale 3036 delle 19.53, diretto a Firenze S M Novella. Prima della partenza abbiamo osservato il treno regionale 11892 delle 19.42, partito a sua volta alla stessa destinazione via Livorno e Pisa. A Grossseto nessun annuncio che ai passageri diretti a Firenze conveniva scegliere il primo servizio. Arrivati a Siena l’intero regionale 3036 è stato costretto a scendere da un treno ampio e comodo per stiparsi fra un unico sovraffollamento, del tutto inadeguato al volume di passageri che si erano presentati. La ressa impediva perfino il conduttore di passare per effettuare il controllo ai passageri, per lo più in piedi o per terra da Siena a Firenze fra bagagliaio e corridoio. Il 16 agosto 2010 sarebbe opportuno far trovare qualche treno in più per evitare di nuovo la figura di merda fatta davanti a tutti gli appassionati del Palio di Siena che scelgono Trenitalia e davanti a noi, coinvolti per caso.
Cordiali saluti. lettera firmata Firenze
|
<frenitalia>
Da domani, sulla Terni – Orte, 2 nuovi collegamenti saranno al servizio dei pendolari e di tutti coloro che usufruiscono di questa linea nei giorni infra-settimanali.
I 2 nuovi treni viaggeranno infatti solo nei giorni lavorativi (escluso il sabato) e solo fino al 4 settembre 2009.
Orari e fermate dei nuovi regionali nel dettaglio:
• l’R 21531: Terni (16,35) - Orte (17,04): ferma a Narni/Amelia (16,44), Nera Montoro (16,51) e San Liberato (16,56);
• l’R 21534: Orte (19,50) - Terni (20,17) ferma a San Liberato (19,57), Nera Montoro (20,02) e Narni/Amelia (20,08).

Non è stata accolta la richiesta di anticipare l’orario della partenza della prima corsa. Quindi il
neoeletto primo cittadino chiederà un appuntamento con la direzione di Cesena, 15 giugno 2009 –Nessun treno riesce ad arrivare a Bologna, da Cesena, prima delle 7.16, sempre che non accumuli ritardo. Questo è quanto emerge osservando il nuovo orario estivo predisposto da Trenitalia e proprio lo scarto orario crea notevoli disagi a diversi pendolari cesenati che non riescono a raggiungere il posto di lavoro in tempo.
Per quel che riguarda Cesena, nessuna modifica di rilievo rispetto all’orario invernale e neppure un cambiamento rispetto all’orario estivo di un anno fa: non ci sono soppressioni nelle corse verso Bologna, verranno intensificate quelle verso Rimini e la riviera, in particolare in agosto (con nuove fermate per alcuni convogli come Miramare).
Nonostante certe assicurazioni, non è stata accolta la richiesta avanzata mesi fa dall’allora consigliere regionale — e ora neo sindaco — Paolo Lucchi di anticipare la partenza del treno su cui sale il grosso dei pendolari che al mattino raggiungono Bologna.
Continuerà a muoversi da Cesena ancora alle 6.10 per essere alla stazione di centrale di Bologna, salvo ritardi, alle 7.16 (orario che in molti casi lascia spazi troppo ristretti per raggiungere il posto di lavoro). E il treno precedente è ad un orario antelucano, le 4.48).
Il sindaco Lucchi è decisamente indispettito e ha dichiarato che chiederà un appuntamento urgente con la direzione regionale di Trenitalia. Tanto più che appena pochi mesi fa la Regione Emilia-Romagna ha sottoscritto un contratto con il Consorzio Trasporti (costituito proprio da Trenitalia e da una società formata da Ferrovie Emilia-Romagna e Act, che è l’Azienda Consorziale Trasporti che ha base a Reggio Emilia) che mette a disposizione della rete ferroviaria regionale 98 milioni e 400mila euro all’anno per la gestione dei servizi, in modo da garantire complessivamente oltre 16,7 milioni di chilometri percorsi dalla totalità dei treni.
E pensare che da Rimini partono due espressi che arrivano a Bologna alle 6.52 e alle 7 in punto. Basterebbe che almeno uno facesse sosta a Cesena.
<ilrestodelcarlino>
Saranno oltre 3500 al giorno (il numero e’ destinato a salire nel corso dell’anno) i convogli del
trasporto regionale sui quali, a partire dal 14 giugno, il capotreno tornera’ tra i viaggiatori a svolgere con continuita’ il suo servizio di assistenza e di controllo dei biglietti. Si tratta di uno dei primi concreti frutti dell’accordo sul macchinista unico sottoscritto lo scorso 16 maggio e reso possibile anche dagli ingenti investimenti in tecnologie per la sicurezza (4,4 miliardi di euro), che hanno condotto le Ferrovie dello Stato a primeggiare in tale campo in tutta Europa.
- Biglietto inclusivo di prenotazione e assegnazione del posto per tutti i treni a media e lunga percorrenza.
Project-Id-Version: WordPress 2.7
Report-Msgid-Bugs-To: wp-polyglots@lists.automattic.com
POT-Creation-Date: 2008-12-11 00:55+0000
PO-Revision-Date: 2008-12-11 09:02+0100
Last-Translator: SteveAgl
Language-Team: Italian (www.wordpress-it.it)
MIME-Version: 1.0
Content-Type: text/plain; charset=UTF-8
Content-Transfer-Encoding: 8bit
Plural-Forms: nplurals=2; plural=n != 1;
X-Poedit-Language: Italian
X-Poedit-Country: ITALY
X-Poedit-SourceCharset: utf-8
X-Poedit-KeywordsList: __;_e
X-Poedit-Basepath: .
X-Poedit-SearchPath-0: .
Caro moretti, tu pretendi che il governo di l’Ok per l’aumento dei biglietti, ma non ti sembra che prima gli UTENTI che usano i treni abbiano diritto a treni PUNTUALI E PULITI?
Il ministro Castelli ha fatto bene a dirti di No!
‘Prima mettiamo i treni nuovi e poi pensiamo ad aumentare le tariffe’. Lo ha detto il viceministro delle Infrastrutture e Trasporti Castelli.Oggi -ha aggiunto- c’e’ una domanda sui treni pendolari del 250% e sono treni sporchi e che arrivano in ritardo’. E Castelli ha ricordato che il Governo ha stanziato ‘960 mln per i treni ma non ce li danno prima di 24 mesi’. Per l’ad delle Ferrovie Moretti, invece, ‘i biglietti devono costare come in Europa ma in alcuni casi ci vorrebbe un aumento del 100%’.
<ansa>

Diventa sempre più ricca l’offerta e-commerce di Ferrovie dello Stato. Ora è possibile consultare l’orario del treno, comprare il biglietto, cambiare la prenotazione e molto altro all’indirizzo mobile.trenitalia.com, digitabile sui telefoni mobili con tecnologia wap
Consultare l’orario ferroviario, acquistare un biglietto, fare un cambio di prenotazione oppure ricevere informazioni sulla puntualità dei treni. Tutto dal proprio telefono mobile, grazie ad una applicazione disponibile sull’intera gamma di cellulari in commercio.
A partire da oggi queste operazioni sono infatti eseguibili in modo semplice, veloce e con la massima sicurezza direttamente dal proprio cellulare, grazie al nuovo servizio Wap di Trenitalia che consente l’acquisto del biglietto anche attraverso il servizio Postoclick (esclusivamente in modalità ticketless e per i biglietti a tariffa base), che prevede la prenotazione del biglietto con il pagamento in uno dei punti vendita abilitati entro le successive 24 ore.
Diventa così sempre più ricca l’offerta e-commerce delle Ferrovie dello Stato. Da oggi, i clienti FS potranno avere tutte le informazioni di cui necessitano per il loro viaggio nel momento stesso in cui ne hanno bisogno e ovunque si trovino. E’ infatti possibile accedere al nuovo servizio da un qualsiasi cellulare abilitato alla navigazione wap, digitando l’indirizzo mobile.trenitalia.com al costo di connessione previsto dal proprio operatore mobile.
<fsnews>