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Archive for the ‘iniziative’ Category

13 dicembre 2009, novità per la Lombardia

Posted on the novembre 26th, 2009 under iniziative, investimenti, pendolari, regione, servizio, trenitalia, viaggi by infotreno

Il nuovo orario dei treni, che scatterà il 13 dicembre, nasconde una bella sorpresa per i 500mila pendolari lombardi. Ci saranno più corse, concentrate soprattutto sulle linee critiche e nelle ore bollenti degli spostamenti. Duecentocinquanta corse che resteranno in vigore per tutto l’anno prossimo: le new entry di dicembre sono 176, che si vanno a sommare alle 43 corse aggiunte a settembre e alle trenta di ottobre. L’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo l’aveva detto: «Vogliamo migliorare il servizio e far viaggiare bene i pendolari». E in effetti il potenziamento annunciato va in questa direzione. Ma non basta. «Sono dati incoraggianti - commenta Cattaneo - e rappresentano certamente un fatto positivo. Noi però saremo soddisfatti solo quando il servizio sarà all’altezza per tutti i nostri pendolari».
I tecnici della Regione Lombardia e della società Trenitalia-LeNord nelle scorse settimane si sono messi al lavoro per studiare le tabelle dei nuovi orari, cercando, stile Sudoku, si coprire i tempi morti. L’aumento delle corse permetterà di avere una frequenza più fitta. «Lavoriamo - spiega Cattaneo, dopo i 27 incontri degli ultimi due mesi con enti locali e associazioni di pendolari - per imporre un ritmo diverso e vedere quella svolta verso la qualità che gli utenti del servizio ferroviario di questa regione meritano e che non abbiamo ancora ottenuto come vorremmo. Oggi iniziamo a vedere segnali di cambiamento: il nuovo orario di dicembre presenta certamente molte luci rispetto al recente passato». A fronte dei cambiamenti, non ci sarà nessun aumento delle tariffe, congelate almeno fino al luglio 2010. Ci saranno più treni sulle linee più a rischio ritardi: a cominciare dalla Milano-Bergamo, dove i treni diretti ci metteranno 13 minuti in meno per percorrere la tratta. Partirà il raddoppio sulla linea Mortara, altro incubo quotidiano dei pendolari. Sei le nuove corse giornaliere sulla Milano-Como-Chiasso. Sulla Milano-Seregno passerà un treno ogni mezz’ora. Proseguirà inoltre il collegamento, finora sperimentale, tra le Ferrovie dello Stato e l’aeroporto di Malpensa passando per lo snodo di Busto Arsizio. Delle nuove corse, 56 sono a cura delle Nord e 193 a carico di Trenitalia.
Al momento si è riusciti a potenziare le corse del 13%. Ogni notte i treni saranno ispezionati da una squadra speciale, incaricata sia di verificare il livello di igiene sulle carrozze, sia di controllare motori e ingranaggi. Non solo, i custodi notturni dei treni provvederanno anche all’accensione del riscaldamento all’alba, per fare in modo che anche il primo treno del mattino sia caldo. Insomma, i guasti e i ritardi saranno sempre meno frequenti. E anche gli episodi come quello accaduto ieri mattina: per un guasto, i treni delle Ferrovie Nord, provenienti da Chiasso-Como e diretti verso Milano, sono arrivati a destinazione con oltre mezz’ora di ritardo.

Pulizie: respinti altri ricorsi

Posted on the novembre 19th, 2009 under disservizi, fs news, iniziative, manutenzione, novita, pendolari, pulizie, salute, servizio by infotreno

l Consiglio di Stato e il TAR del Lazio hanno detto no ad altri quattro ricorsi contro l’aggiudicazione dei servizi alle nuove ditte. Salgono così a 34, su 45, quelli respinti finora dai giudici in favore di FS. I provvedimenti di sospensione hanno ritardato la rivoluzione del settore, avviata nel 2007 dal nuovo vertice, con il lancio dell’operazione “Obiettivo treni puliti”

Il Consiglio di Stato e il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio hanno detto no ad altri quattro ricorsi presentati dai vecchi appaltatori contro l’aggiudicazione dei servizi di pulizia di Trenitalia alle nuove ditte. I ricorsi respinti dai giudici in favore di Trenitalia salgono così a 34 su 45 presentati complessivamente all’Autorità giudiziaria. Quello delle pulizie è uno dei problemi più avvertiti dalla clientela e rappresenta un fronte aperto su cui il Gruppo sta indirizzando il proprio sforzo per poter finalmente offrire, nonostante la resistenza ostinata delle vecchie ditte appaltatrici, un servizio adeguato agli standard di un Paese civile.  I numerosi ricorsi presentati e i relativi provvedimenti di sospensione hanno purtroppo ritardato la rivoluzione del settore avviata nel 2007 dal nuovo management FS con il lancio dell’operazione “Obiettivo treni puliti”, che ha imposto una rigorosa revisione dei contratti vigenti ed un forte aumento delle penali per le ditte inadempienti rispetto agli standard di qualità pattuiti.  I controlli estesi a tappeto su tutta la rete ferroviaria svolti sia direttamente da Trenitalia, sia da una società esterna di certificazione - la SGS incaricata nel gennaio 2008 - hanno confermato quanto segnalato ripetutamente dai viaggiatori, dalle associazioni di consumatori e dalle amministrazioni locali: la non conformità dei livelli di pulizia con quelli previsti contrattualmente. Il 20 giugno 2008 è stata indetta da Trenitalia la gara europea per individuare le nuove ditte cui affidare i servizi di pulizia dei treni. Questa riguarda un primo gruppo di 20 lotti, con ha un valore su base triennale di oltre 218 milioni di euro. L’obiettivo delle gare a livello europeo è quello di aprire il servizio a tutto il mercato delle imprese specializzate, per elevare gli standard di qualità, attraverso capitolati rigorosi, prestazioni facili da verificare e da sanzionare in caso di risultati inadeguati.  Il requisito fondamentale richiesto alle oltre 90 imprese partecipanti è l’elevata capacità tecnica e la certificata solidità finanziaria. Il criterio di aggiudicazione delle gare non è quello del massimo ribasso, bensì dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Tenuto conto delle caratteristiche tecniche dell’offerta, nei capitolati d’appalto viene inoltre inserita la clausola sociale a garanzia dei diritti dei lavoratori impiegati nel settore, come anche previsto dal Contratto delle Attività Ferroviarie, che non si rendano però protagonisti di atti di sabotaggio, azioni di protesta, occupazioni dei binari, scioperi ingiustificati.  Il 31 luglio si verificarono gravi difficoltà alla circolazione ferroviaria di Roma Termini per la protesta dei lavoratori di alcune ditte esterne al Gruppo FS, subappaltatrici dei servizi di pulizia, che occuparono abusivamente i binari della stazione. Trenitalia intervenne allora nel processo di pagamento degli stipendi dei lavoratori delle ditte in appalto e in subappalto, che risultavano inadempienti da maggio, e la situazione tornò alla normalità.

<fsnews>

FS:INVESTIMENTI PER SICUREZZA FINO A 37 MLN

Posted on the ottobre 29th, 2009 under costruzioni, costruzioni ferroviarie, europa, iniziative, manutenzione, sicurezza by infotreno

Le Ferrovie dello Stato prevedono investimenti fino a 37 milioni di euro per migliorare la sicurezza dei treni e delle infrastrutture ferroviarie tra il 2009 e il 2011. La cifra e’ stata fornita dall’amministratore delegato, Mauro Moretti, che nel corso di un convegno ha annunciato come siano stati gia’ individuati “finanziamenti ad hoc per i Progetti di Security: di questi”, ha aggiunto, “90 sono gia’ stati completati e 160 sono in corso di realizzazione”.

Nel 2008 sono diminuiti sensibilmente i furti nelle stazioni (-30%) e sui treni (-28%), grazie alla convenzione firmata con il ministero dell’Interno nel novembre 2007. Tra i progetti di security completati significativo quello legato alla realizzazione e alla manutenzione degli impianti di security di ben 99 siti ferroviari per un importo complessivo di 18 milioni: ponti, viadotti, gallerie, e stazioni attrezzate di telecamere, sofisticati sensori e controlli selettivi degli accessi.

“Abbiamo fatto molto anche per la sicurezza dei convogli non solo quando viaggiano - ha aggiunto Moretti - 1,2 milioni sono gia’ stati investiti per la messa in sicurezza dei siti di sosta dei treni. E per il Piano Parchi - ha specificato l’ad di Ferrovie - il Gruppo FS investira’ 17 milioni d euro mettendo in sicurezza oltre 25 siti che attualmente ospitano oltre 800 convogli (tra AV, trasporto nazionale e regionale)”. Investimenti pari a 3 milioni di euro anche per la sicurezza dei 109 treni della Flotta ETR. Per questi treni il Gruppo FS ha predisposto una serie di interventi tecnici che impediranno l’accesso ai luoghi sensibili dei convogli (cabine di guida e sale strumenti) alle persone non autorizzate, prevenendo atti di sabotaggio o di attentato al personale di condotta dei treni.

(AGI)

Il governo punta su integrazione tra ferrovie e bus. (era ora!)

Posted on the ottobre 29th, 2009 under ambiente, econima, ferroviaria, governo, informazioni, iniziative, investimenti, istituzioni, italia, notizie, novita, politica, regione, sconti, sicurezza, viaggi by infotreno

«Trasportare» Roma verso una viabilità migliore deve essere uno dei primi obiettivi di una buona amministrazione del territorio. Serve un concreto piano strategico, frutto di una politica di coordinamento tra mezzi ferroviari, metro e bus. Ecco le priorità da affrontare. Le opere devono rispettare tempi certi e veloci che trovino negli anni 2013 e 2020 due momenti di verifica importanti. Il network ferroviario, metropolitano e regionale ha delle priorità che non sono lo shunt merci tra la gronda nord e la gronda sud: una tecnologia all’avanguardia che velocizzi i mezzi di trasporto migliorando puntualità degli stessi e la loro capacità, le stazioni porta e un modello di esercizio dei servizi ferroviari metropolitani, i raddoppi della Roma-Nettuno e della Roma-Bracciano, un servizio metropolitano a 15 minuti sia per la Roma-Colleferro che per la Roma-Latina, materiali rotabili nuovi e maggiori fermate per potenziare le tratte ferroviarie dei Castelli romani.
Tutto questo permetterà di raddoppiare i viaggiatori giornalieri sulle ferrovie metropolitane e regionali passando da 300mila a 600mila; di migliorare la viabilità nell’area Gra (la stima dell’Atac parla di 20mila auto in meno nell’ora di punta sulla Pontina direzione Roma); di favorire l’ambiente diminuendone l’inquinamento. Un accento va messo sul trasporto ferroviario che ha bisogno di interventi possibili e capaci. Servono veri e propri accordi quadro con la partecipazione del ministero delle Infrastrutture, delle Province e delle Regioni. Con un bilancio che fa acqua da tutti i posti, la Tav ha rappresentato uno sforzo di concentrazione importante. Ma investire sulle ferrovie è anche altro e va oltre. Un esempio concreto. A proposito dello shunt merci che passerà sull’arco nord dell’anello interno alla città, con gravi pericoli per i cittadini (non dimentichiamo il disastro di Viareggio), tutti i tecnici parlano di un errore di valutazione dal costo esorbitante di 1.300 milioni di euro. Va ripensato poi il sistema delle metropolitane coordinato agli altri sistemi di trasporto. Metropolitane al servizio di Roma e non Roma al servizio delle metro. B1, A, C non sono lettere ma linee metropolitane che vanno ripensate: la prima ha l’emergenza del materiale rotabile necessario per la sua apertura, la seconda necessita di un potenziamento, della terza vanno recuperati ritardi e finanziamenti. Assieme al miglioramento del sistema di trasporto sotterraneo va riconsiderata la capacità di razionalizzazione del traffico rappresentata dal sistema tramviario. I problemi della mobilità vanno affrontati in modo integrato, con una strategia concreta che punti su opere realizzabili, cantierabili. E i tram sono una scelta fruibile. La stazione Termini deve diventare la stazione di Roma, la stazione dell’integrazione dei trasporti, di tutti i mezzi di Roma (treni, bus e tram).
(*Viceresponsabile nazionale Trasporti Pdl)

<il giornale>

Treni luridi e moretti punta alla gara da 75 milioni per la telefonia!

Posted on the ottobre 24th, 2009 under disservizi, economia, iniziative, investimenti, normative, notizie by infotreno

Riguardano ambiti estremamente diversi le due gare d’appalto a maggior valore tra quelle indette dalle Pubbliche Amministrazioni italiane in area ICT con scadenza entro novembre. Si tratta di due bandi intorno ai 70 milioni di euro, uno per i servizi di telefonia mobile per il gruppo Ferrovie dello Stato, e l’altro per la gestione informatizzata del farmaco da parte dell’AO Ospedali Riuniti di Bergamo. Ma andiamo con ordine.
Nel primo caso l’ente che indice la gara (con offerte da presentare entro il 16 novembre) è Ferservizi, in nome e per conto delle società del Gruppo Ferrovie dello Stato. Il bando ha un valore stimato di 75 milioni di euro, IVA esclusa, e riguarda la fornitura di connettività wireless (fonia e dati) e relativi servizi per circa 18.000 utenti delle società del Gruppo Ferrovie dello Stato.
Sono inclusi progettazione, implementazione e manutenzione di applicazioni, sviluppo servizi a valore aggiunto, roaming nazionale ed estero, noleggio e manutenzione di terminali voce e smartphone/PDA (Personal Digit Assistant), palmari in dotazione al personale di bordo, supporto e assistenza tecnica post vendita, rendicontazione e fatturazione.
Il tutto tramite l’istituzione di un accordo quadro con un unico operatore (che può essere anche un consorzio o un RTI, raggruppamento temporaneo d’imprese) della durata di due anni, con facoltà di rinnovo annuale per due rinnovi al massimo.
Un altro aspetto interessante della gara è che si svolgerà in modalità esclusivamente telematica: i soggetti interessati sono tenuti a produrre la domanda di partecipazione e tutta la documentazione richiesta in formato digitale sul Portale web per gli acquisti di Ferservizi. La documentazione dovrà essere convalidata dalla firma digitale dal legale rappresentante o procuratore.
Tra i prerequisiti, i soggetti interessati devono essere titolari di licenza individuale per l’esercizio di reti e servizi di telecomunicazioni a uso pubblico per la fornitura del servizio telefonico accessibile al pubblico con copertura di almeno l’85% della popolazione. Inoltre devono avere tra le referenze un contratto di punta per prestazioni analoghe a quelle oggetto di questa gara, e per un importo non inferiore a 5 milioni di euro nel triennio 2006-2008.

Il vincitore della gara, infine, a garanzia dell’esatto adempimento degli obblighi contrattuali, dovrà versare una cauzione del 10% dell’importo dell’accordo quadro.La seconda gara in termini di importo come accennato è in un ambito completamente diverso. Passiamo infatti dai servizi di telefonia e connettività mobile alla cosiddetta ‘e-health’.
Si tratta più precisamente di una procedura concorsuale ristretta (licitazione privata) per l’affidamento di servizi di supporto alla farmacia per la gestione informatizzata del farmaco, con preparazione della terapia personalizzata ‘a bordo letto’ dei pazienti, e per la gestione dei dispositivi medici e protesi, da erogare per 9 anni a tre aziende ospedaliere: Ospedali Riuniti di Bergamo, Istituti Ospedalieri di Cremona, e Pavia.
Il valore stimato dell’appalto, IVA esclusa, è di 67 milioni e 920.000 euro, quasi equamente ripartiti tra le tre aziende ospedaliere (21,7 milioni su Bergamo, 22,4 milioni per Cremona e 23,8 milioni per Pavia), e le offerte vanno inoltrate all’AO Ospedali Riuniti di Bergamo entro il 23 novembre prossimo.

A corredo dell’offerta, la ditta partecipante (impresa, consorzio o RTI) dovrà costituire garanzia pari al 2% del prezzo a base d’asta, IVA esclusa, ovvero 1,358 milioni di euro, sottoforma di cauzione o fidejussione.

Inoltre come prerequisito finanziario deve aver realizzato negli ultimi 3 esercizi (2006-2007-2008) un fatturato globale complessivamente non inferiore a 67 milioni di euro.Quanto ai prerequisiti tecnici, ne sono richiesti sostanzialmente tre. Il primo è la realizzazione nel triennio 2006-2008 di contratti simili (prestazioni attinenti all’oggetto della gara e/o forniture di sistemi IT specialistici, servizi di gestione e manutenzione di tecnologie, o forniture di tecnologie, in ambito clinico-sanitario), per un importo complessivo non inferiore a 22 milioni di euro.Il secondo prerequisito tecnico è la titolarità di almeno un contratto, avviato o concluso nel triennio 2006/2008, sottoscritto con una struttura sanitaria, di servizi e/o forniture nell’ambito della gestione del farmaco e/o dei dispositivi medici. Il terzo è il possesso della certificazione di sistemi di qualità basati sulla serie di norme europee in materia di prestazioni attinenti all’oggetto della gara e/o di forniture di sistemi informatici dedicati a processi clinico-sanitari.

Tra le altre gare in ambito ICT pubblicate dalla PA nelle ultime settimane si segnalano poi diversi altri bandi di importo considerevole. La ASL 3 di Torino per esempio ne ha indetta una del valore di 39,6 milioni di euro per servizi di gestione e sviluppo del proprio sistema informatico su una durata di nove anni. In questo caso i tempi sono piuttosto lunghi, dato che la scadenza è il 16 febbraio prossimo.

Circa un mese prima invece (19 gennaio) è in scadenza il bando della USL di Piacenza, sempre in ambito di sanità, e praticamente per lo stesso tipo di servizi richiesti nel caso descritto sopra dalle AO di Bergamo, Cremona e Pavia.Riguarda infatti “servizi di supporto alla logistica del farmaco e dei dispositivi medici, finalizzati alla gestione dei processi di prescrizione, preparazione della terapia farmacologica personalizzata in unità posologica e al controllo della somministrazione a bordo letto, anche tramite la fornitura di tecnologia di supporto e per la tracciabilità dei dispositivi medici”. L’importo sfiora i 20 milioni (19.986.000 euro).La sanità in effetti fa la parte del leone nei bandi di questo periodo. Un’altra gara per la fornitura di un sistema informativo integrato per l’Azienda Ospedaliera e la ASL di Salerno vale anch’essa 20 milioni (la scadenza è imminente, 26 ottobre).E poi ancora gli Ospedali Riuniti di Bergamo, per il supporto tecnico al funzionamento, integrazione informatica e disponibilità delle apparecchiature necessarie all’implementazione di due sale operatorie ad alta tecnologia, hanno indetto una gara del valore di 15,6 milioni in scadenza il 9 novembre prossimo.

<computerworld>

moretti vuole sbarcare in francia…. e noi?!?

Posted on the ottobre 22nd, 2009 under ambiente, antitrust, iniziative, normative by infotreno

Le Ferrovie dello Stato attendono una serie di risposte dalle Ferrovie francesi per entrare sul mercato d’oltralpe. “Se le Ferrovie francesi continueranno a fare ‘melina’ dovremo tutelarci”. Questo l’avvertimento dell’amministratore delegato delle Fs, Mauro Moretti, durante il convegno internazionale sulle infrastrutture, in cui il top manager ha spiegato i meccanismi per lo ’sbarco’ in Francia dell’azienda: “Stiamo aspettando i certificati di sicurezza e le indicazioni delle città dove possiamo fare le fermate all’interno delle tracce assegnate. E ce lo dovranno comunicare le Sncf. In queste condizioni è impossibilie partire per il 13 dicembre, la data del nuovo orario europeo”.

<ttgnotizie>

Ferrovie, le nuove iniziative “verdi”

Posted on the ottobre 15th, 2009 under alta velocita, fs news, iniziative, investimenti, notizie, novita by infotreno

Viaggiare in treno, si sa, inquina meno che spostarsi con l’aereo o l’automobile. Ma meno quanto? Per saperlo basterà guardare il biglietto perché Ferrovie dello Stato sta lanciando una campagna a favore dell’ambiente, una sorta di “mille miglia verdi” il cui premio sarà calcolato in termini di kg di CO2 rispamiati.

Presto tutti i biglietti ferroviari conterranno, insieme ai normali dettagli, anche i dati energetici del viaggio in modo che ogni passeggero avrà sotto mano la quantità esatta di emissioni (espresse in kilogrammi di CO2 e in grammi di petrolio equivalenti), così evitate che verranno poi trasformati in “punti verdi” da contabilizzati nel nuovo programma di fidelizzazione eco. Come recita lo slogan della campagna “Meno inquini, più ti premio“, sulla base degli ecopunti accumulati, si avrà poi diritto a biglietti gratuiti, continua….

<continua su greenme.it>

L’Or.S.A. differisce lo sciopero ai giorni 7/8 Novembre p.v.

Posted on the ottobre 10th, 2009 under disservizi, fs news, iniziative, notizie, sciopero, servizio by infotreno

COMUNICATO STAMPA DEL 9 OTTOBRE 2009

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteoli impedisce lo sciopero dei ferrovieri.

Treni regolari. L’Or.S.A. differisce lo sciopero ai giorni 7/8 Novembre p.v.

L’Or.S.A. - Ferrovie, per la sesta volta in un anno, è stata colpita da un’ordinanza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che impedisce l’effettuazione di una regolare e legittima azione di protesta di 24 ore, proclamata due mesi prima, per i giorni 10/11 ottobre 2009, al fine di contestare gli atti di un’impresa ferroviaria (Trenitalia) sempre più chiaramente volti all’ulteriore riduzione, in termini di sicurezza e qualità, dei servizi alla collettività.

L’ordinanza ministeriale, peraltro, non sollecitata da alcun intervento della Commissione di Garanzia, appare palesemente ispirata da una concezione illibertaria e anti-sciopero, sup portata da motivazioni chiaramente pretestuose, che contrasta in modo eclatante con i principi e le norme del nostro ordinamento costituzionale.

L’Or.S.A. - Ferrovie, considerati i termini dell’ordinanza, ritenendo di poter legittimamente effettuare un’azione di sciopero della durata di 24 ore, nel pieno rispetto delle regole, pur complesse e sempre più stringenti, ha differito la medesima azione di protesta al 7/8 novembre p.v..

<la talpa - orsa>

Alstom, proteste a roma

Posted on the ottobre 7th, 2009 under iniziative, lavori, politica by infotreno

Sequestro o non sequestro? “E’ chiaro che gli operai giocano sull’ambiguità perché questo è l’unico modo che hanno per attirare l’attenzione dei giornali e della politica sul loro dramma”, risponde Luca Colonna, responsabile del settore ferroviario della Uilm. La protesta. Questi sono i fatti: a Colleferro (vicino a Roma) c’è uno stabilimento della multinazionale francese Ahttp://www.latribune.fr/img/22-864195-448x298-0/alstom-pret-a-faire-des-acquisitions.jpglstom. Ieri mattina arrivano tre dirigenti, annunciano che la fabbrica sarà chiusa entro nove mesi, gli operai si mettono subito in sciopero, escono e organizzano una protesta. Alle quattro del pomeriggio inizia a circolare la notizia che i manager sono sequestrati dentro da mezzogiorno, non possono uscire e verranno segregati finché non si troverà una mediazione.

“Anche in Italia c’è il rischio di emulazione del fenomeno francese del bossnapping”, avvertiva ad aprile il segretario della Cgil Guglielmo Epifani. E quello di ieri sembrerebbe il primo vero caso italiano, ma in molti cercano di ridimensionare. A partire dal sindaco di Colleferro Mario Cacciotti: “Sono qui con gli operai, non c’è nessun sequestro, solo una normale protesta, questo è uno stabilimento di eccellenza, chiuderlo significa mettere in crisi 170 famiglie e sarò al loro fianco anche alla prossima manifestazione a Frascati”. Poi se ne va per partecipare a un consiglio comunale. Gli operai, però, dicono che “finché non si trova una soluzione, da qui non si muove nessuno”. Per un paio d’ore si resta nell’incertezza, poi esce uno dei tre manager, Riccardo Pierobon: “Siamo qui da stamani e non abbiamo ancora avuto necessità di uscire dalla fabbrica. Abbiamo tranquillizzato carabinieri e polizia che non siamo stati sequestrati. Volevamo sdrammatizzare, non c’é stato alcun tipo di intimidazione o violenza nei nostri confronti”. Alle otto di sera i manager sono però ancora dentro l’azienda: “Stanno parlando, fuori c’è il sit-in. Ripeto: un sit-in, nessuna porta è stata sbarrata, nessun cancello chiuso e soprattutto nessuno è stato minacciato”, precisa Antonio Tiribocchi, delegato della Filcem (lo stabilimento Alstom si occupa di meccanica ma il contratto applicato è quello dei lavoratori chimici, quindi sono attivi entrambi i sindacati).
Una sola cosa è certa: a Colleferro c’è tensione, parecchia, perché la chiusura dello stabilimento Alstom certificherebbe la fine del sito industriale in cui una volta c’era una fabbrica di esplosivi, poi riconvertita. La vicenda industriale della cittadina romana è un intreccio di questioni industriali, richieste politiche ed effetti della crisi. La Alstom produce treni e vari prodotti collegati: in Italia ha stabilimenti anche a Cuneo, Bologna, Sesto San Giovanni, Bari. A Colleferro costruiva il Minuetto, i piccoli treni regionali a tre vagoni commissionati dalle Ferrovie dello Stato. Poi, nel 2006, la produzione è cessata: l’impianto è stato riconvertito per la matuenzione di eccellenza ma, spiega Colonna della Uilm, “non è arrivato quasi nulla da manutenere”. Alstom è un colosso che lavora in mezzo mondo che ora sta scontando la crisi: un anno fa aveva ordini per 6,5 miliardi di euro, nel trimestre aprile-giugno del 2009 erano crollati a 4,8. E quindi ha iniziato a tagliare i rami secchi, incluso lo stabilimento italiano: ai lavoratori ha proposto il trasferimento a Nola (Napoli) o in Francia. Un’offerta che - essendo per molti inaccettabile - vuole spingere alle dimissioni spontanee. Secondo i sindacati, una fetta di responsabilità per questa situazione è di Trenitalia che negli ultimi quattro anni non ha bandito gare d’appalto tranne quella molto recente per 350 vagoni (va però ricordato che, se oggi lo facesse a Colleferro non sarebbero comunque in grado di costruire un treno completo, visto che si occupano di manutenzione). E, risalendo per la catena, è colpa anche del governo che nLa manifestazione del 16 luglio nelle vie di Sestoon impone a Trenitalia di investire sostenendo l’occupazione nei siti industriali italiani. E il governo è intervenuto sulla vicenda. Ha parlato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, Maurizio Sacconi, per dire che si tratta di un tentativo di “drammatizzazione mediatica” da non assecondare perché “costituirebbe un pericoloso precedente”.

Le prospettive. Il 16 ottobre il caso Alstom verrà discusso in una riunione al ministero delle Attività produttive. I sindacati continuano a sperare in una soluzione industriale perché - spiega Tiribocchi - “Alstom ci ha detto che a Colleferro siamo i più bravi d’Europa a fare treni”. Peccato che Alstom abbia deciso da quasi tre anni che a Colleferrro, al massimo, si fa solo la manutenzione. Fin da subito i lavoratori avevano detto che non c’era mercato per quella e che il cambiamento di attività era l’anticamera della chiusura. Avevano ragione.
<l’antefatto>

Commessa di vernici per Trenitalia

Posted on the ottobre 7th, 2009 under economia, ferroviaria, informazioni, iniziative by infotreno

Anche in Italia come nel resto del mondo è in aumento la richiesta di vernici a basso impatto ambientale, e della nuova tendenza di mercato si avvantaggia Inver, il gruppo bolognese leader europeo del settore (fatturato consolidato 2008: 140 milioni, ebitda 12 milioni), che conquista un’importante commessa da una realtà del calibro di Trenitalia. La società delle Ferroviehttp://nikitaitaly.files.wordpress.com/2008/11/colori.jpg dello Stato ha acquistato da Inver vernici idrosolubili per 230 carrozze del valore complessivo di oltre 200 milioni di euro, inaugurando così una collaborazione che per il gruppo si profila assai promettente.
Spiega l’ad Giovanni Domenichini: «Da più di 40 anni puntiamo sulle gamme a basso impatto ambientale che oggi rappresentano quasi il 90% della nostra produzione, e in particolare sulle vernici idrosolubili e in polvere: un mercato, quest’ultimo, che in Europa ammonta a circa 400mila tonnellate (saranno oltre 440mila nel 2012) di cui noi deteniamo il 7%». Questo grazie anche all’acquisizione, a fine 2008, degli stabilimenti della multinazionale svedese Becker specializzati in vernici in polvere, situati in Francia, Regno Unito, Polonia e Italia (L’Aquila). Lo shopping è valso alla Inver il raddoppio del business in questo settore - con l’acquisizione automatica di clienti di prestigio come Eden Industries e Muskita Aluminium - e la conquista del quarto posto assoluto in Europa. «Il passo successivo sarà portare anche qui le idrosolubili - rivela Domenichini - per partire alla conquista dell’Europa».
Per quanto riguarda la commessa, Trenitalia ha affidato a Inver 11 Freccia Rossa ETR500 da 30 milioni di euro ciascuno e 13 complessi Ale, convogli “leggeri” a 2 o a 4 carrozze atti al trasporto locale, dopo che una disposizione interna ha ratificato l’abbandono del vecchio sistema di verniciatura con solventi per sposare senz’altro quella idrosolubile: un sistema che dunque verrà perseguito anche in futuro, con ulteriori positive ricadute per l’azienda bolognese. 6 degli 11 Freccia Rossa sono già stati verniciati con ciclo interamente idrosolubile, e il risultato in termini di abbattimento delle emissioni è stato così rilevante che Trenitalia ha dato l’ok per testare i prodotti Inver su un prototipo dell’ETR 485 Frecciargento, nell’ottica di un sempre più proficuo rapporto di collaborazione.
«Negli ultimi tempi diversi player nazionali si sono convertiti all’idrosolubile - commenta Domenichini - ma il nostro patrimonio di competenze ed esperienza continua a fare la differenza. Inver è pronta a fare fronte alla crescente domanda con una produzione che allo stato attuale è di 25 milioni di chili annui, ma che raggiungerà i 35 milioni entro il triennio, generando per allora un turnover che supererà, secondo le nostre previsioni, i 150 milioni». Una tendenza in atto anche all’estero, da dove proviene il 50% del fatturato del Gruppo, che può vantare quattro sedi commerciali in Francia, Germania, Slovenia e Russia, e una rete distributiva che si estende in tutta Europa, fino a toccare le principali città del bacino del Mediterraneo.
Presente sul mercato da 75 anni, Inver ha 510 dipendenti, 210 dei quali attivi all’estero. Grazie all’accordo con maestranze e sindacati sul contratto di solidarietà, sono in corso le riassunzioni di 24 operai, finiti fuori organico a causa della congiuntura sfavorevole. Nel proprio laboratorio di Minerbio - struttura considerata all’avanguardia in Europa, in cui operano 80 ricercatori - realizza ogni tipo di prodotto verniciante per industria metalmeccanica, da quelli tradizionali a quelli più innovativi. Solo nell’ultimo triennio ha investito in iniziative di salvaguardia ambientale e di sicurezza operativa circa 13 milioni di euro; a fine 2009 saranno stati spesi 2 milioni in nuove tecnologie. I vertici del Gruppo contano di chiudere il 2009 arginando le perdite di fatturato a quota 20-22%, a fronte di un calo del mercato del 30-35%.