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Archive for the ‘costruzioni ferroviarie’ Category

Svizzeri, progetti sempre puntuali!:corridoio 24 siamo pronti

Posted on the novembre 21st, 2009 under SBB CFF FFS, ambiente, costruzioni ferroviarie, economia, ffs, italia, lavori, servizio, svizzera by infotreno

Il Sistema Italia, di fronte alla crisi, si interroga e cerca soluzioni. Forse tardive, soprattutto in tema di trasporti. In sofferenza è soprattutto il settore del cargo ferroviario dove l’Italia registra un gap decisamente negativo rispetto all’Europa: il 9,9% di merci trasportate su ferro contro il 17,7% della media europea (dati Eurostat Yearbook 2009).

Di questo il 10% è in mano ad operatori privati. La gomma copre il 90,1% contro il 76,7% europeo. Secondo il rapporto IBM sulla liberalizzazione del settore ferroviario in Europa, l’Italia è al sedicesimo posto mentre il tasso più elevato di apertura si registra in Gran Bretagna, Germania, Svezia ed Olanda.

Ma per favorire il riequilibrio delle modalità di trasporto basta liberalizzare? Se ne è parlato in occasione del Forum “Mercintreno” organizzato da Federmobilità, l’associazione degli assessorati ai trasporti di regioni, comuni e province italiane, per affrontare temi che le riguardano da vicino, a partire dal trasporti pubblico locale, dall’approvigionamento delle merci per i centri urbani, alla logistica di servizio per le imprese produttive.

Il timore è che la situazione della mobilità di merci e persone diventi ingovernabile, in assenza di azioni concrete, quando l’economia ricomincerà a marciare. In Italia la congestione stradale costa 25 miliardi di euro all’anno pari a due punti percentuali del Pil (dati Freicht Leaders Council), il doppio rispetto al resto d’Europa.

Sul piano infrastrutturale per il trasporto ferroviario delle merci viene utilizzato solo il 50% della rete interoperabile italiana: 8.5mila chilometri su un totale di 18.5mila. Una rete, quella ferroviaria, che risale ai tempi dell’Unità d’Italia.

Ma il problema non si risolve solo con il potenziamento dell’infrastruttura bensì con l’efficienza, anche organizzativa. E per far questo gli operatori chiedono misure organiche in un quadro di coerenti politiche generali, locali e nazionali, di riequilibrio ed integrazione modale anche attraverso l’uso di incentivi per il ferro.

Il governo ha varato misure di sostegno per l’autotrasporto, si è pensato anche di incentivare il combinato terra-mare per favorire le autostrade del mare, ma sul fronte ferroviario niente di niente. L’Europa ha avviato un processo di riforma del settore ferro, sia per ragioni socio economiche che ambientali, con l’obiettivo di realizzare un unico grande mercato ferroviario, anche per favorire una maggiore coesione fra i paesi membri.

Per il settore cargo sono state adottate misure per l’apertura dei mercati ferroviari ai privati e per lo sviluppo dell’interoperabilità. Il “primo pacchetto ferroviario” del 2001, recepito dall’Italia nel 2003, garantiva l’accesso equo alle infrastrutture e promuoveva la sicurezza secondo criteri di controllo comuni.

Il “Secondo pacchetto”, emanato nel 2004 e recepito dall’Italia nel 2007, ha portato a compimento il quadro della liberalizzazione dei servizi di trasporti merci e ha istituito l’Agenzia ferroviaria europea. In Italia sono una quarantina le aziende autorizzate, rispetto alle 58 che avevano richiesto la licenza, ma in realtà quelle realmente operative sono molte meno: oltre a Trenitalia Cargo, ci sono Nord Cargo partecipata delle Ferrovie Nord Milano, Rail Traction Company che è stata la prima ad operare sull’asse del Brennero, Upac, SBB Cargo, Railion Italia srl, Sncf Fret Italia, InRail, Linea, Serfer, Veolia Cargo Italia, Rail One SpA, Crossrail Italia srl, Bis Cargo Italia, Ferrovia Sangritana e Ferrovia Emilia Romagna srl.

Molte di queste sono in mano a grandi gruppi stranieri. “Meno cemento e più elettronica”, è la ricetta che viene dalle Ferrovie Svizzere. Ad affermarlo è Max Friedli, direttore dell’Ufficio Federale dei trasporti svizzero che ha presentato le strategie della politica dei trasporti in Svizzera e il suo sviluppo nel contesto europeo, soprattutto per i raccordi verso sud attraverso la Nuova Ferrovia Transalpina NFTA. In questo progetto Genova svolge un ruolo importantissimo, come punto di accesso delle merci da e verso il Mediterraneo.

Dr. Friedli, Genova diventa il porto della Svizzera grazie alla Nuova Ferrovia Transalpina, strategica per il corridoio 24 che collegherà Rotterdam al Mar Ligure e quindi al Mediterraneo. In cosa consiste il progetto?

Rispetto alle rotte est ovest che attraversano il Mediterraneo vanno assumendo sempre più importanza i traffici Nord-Sud. L’obiettivo è quello di accorciare il percorso fra la Svizzera e il mare, ma soprattutto risparmiare sia in termini di costi che di impatto ambientale, trasferendo il traffico merci dalla gomma al ferro. Le Alpi saranno attraversate a 550 mt sul livello del mare, la stessa altitudine di Perugia, da una galleria, la più lunga del mondo, quella del San Gottardo: 57 chilometri. Il 90% vè stato già scavato, l’ultimo diaframma cadrà nel 2011. Verrà inaugurata nel 2017. L’asse sarà completato con la Galleria di base del Monte Ceneri che sarà lunga 15 chilometri e verrà inaugurata nel 2019, ultimo tassello insieme con la linea di Luino per la connessione con la tratta italiana, che arriva fino a Genova. Una sola locomotiva potrà viaggiare fra Rotterdam e Brindisi senza dover affrontare salite, con grandi risparmi energetici. E’ già stata inaugurata nel 2007, dopo 8 anni di lavoro, quella del Lotschberg che ha una lunghezza di 34,6 chilometri dove ogni giorno transitano 40 treni passeggeri e 80 treni merci ed ha ridotto la percorrenza fra Berna e Milano di un’ora. Sulla NFTA 260 tracce al giorno saranno riservate per il trasporto merci.

Quali investimenti ha previsto il Governo Svizzero?

12 miliardi per la Transalpina e 20 per il rinnovo dell’infrastruttura ferroviaria nel suo insieme fino al 2030. L’asse del Lotschberg è costato 3.6 miliardi di euro, l’Asse del San Gottardo 7 miliardi.

Come troverete le risorse?

I grandi progetti sono finanziati con il FTP, fondo per i progetti infrastrutturali per il trasporto pubblico. E’ alimentato per due terzi dalla TTPCP la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni. Il resto attraverso l’imposta sugli olii minerali e con l’uno per mille dell’IVA. La TTPCP si basa sul numero dei chilometri percorsi, sul peso complessivo consentito e sulle emissioni inquinanti dei camion. Per un transito sulla rotta nord-sud di circa 300 chilometri un autocarro paga circa 200 euro. Nel 2008 la tassa ha prodotto ricavi per 800 milioni di euro. Il risultato è che oggi il numero di camion nel traffico transalpino è diminuito del 10%. Inoltre ha dato impulso al rinnovo della flotta ed alla concentrazione ed aggregazione delle aziende. Vista l’esperienza anche altri Paesi hanno introdotto misure simili anche se il prelievo viene adottato solo sulle autostrade: l’Austria nel 2004, seguita un anno dopo dalla Germania. Anche Svezia e Repubblica Ceca pensano ad un sistema simile.

La comunità europea ha dato finanziamenti alla Svizzera?

Nessuno.

Quali sono i risparmi in termini economici ed energetici?

Con la ferrovia pianeggiante si risparmierà energia, adesso sono necessarie due locomotive per affrontare la salita del Gottardo, i tempi di percorrenza saranno accorciati, la qualità ambientale sensibilmente migliorata. Basti pensare alle emissioni foniche, soprattutto di notte, alla diminuzione delle polveri fini, al risparmio nelle emissioni di CO2. Per non parlare della sicurezza. Il trasporto ferroviario è un trasporto sicuro. In un anno le vittime non raggiungono quelle delle strade in un finesettimana.

Quali saranno i tempi di percorrenza fra Zurigo e Milano per i passeggeri e fra Zurigo e Genova per le merci?

La tratta Zurigo Milano sarà ridotta di un’ora e mezzo. Per le merci basteranno tre ore fra Zurigo e Genova, dipende tutto dalla disponibilità delle tracce italiane e dall’interconnessione a Luino con la rete italiana.

Quali sono le problematiche da risolvere con gli italiani per i raccordi a sud della NFTA?

La Svizzera ha una rete composta da due binari e non è possibile portarli a quattro, come in Italia per l’AV/AC, perché corrono all’interno delle valli, gli spazi sono ridotti e l’impatto ambientale sarebbe devastante. Non abbiamo bisogno di più binari perché su quelli esistenti il traffico è misto. Abbiamo reso più efficiente il sistema, sfruttando al massimo le possibilità di esercizio grazie anche a sistemi informatici all’avanguardia che ci hanno permesso di ridurre a tre minuti gli intervalli fra i treni sulla rete, contro i cinque/sei dell’Italia. Inoltre utilizziamo convogli più lunghi e quindi il trasporto è anche più economico. C’è da considerare anche che le prestazioni della rete elettrica italiana sono inferiori a quelle della Svizzera.

Quali sono le misure adottate per favorire l’uso della ferrovia?

Nel 2000 hanno valicato le alpi 1.4 milioni di camion. Abbiamo calcolato che in venti anni questo numero aumenterà del 32%, ma già nel 2020 le Alpi saranno minacciate dal collasso. La Svizzera è corsa ai ripari e punta a ridurre il traffico i mezzi pesanti a 650 mila. Come? attraverso misure incentivanti e disincentivanti: potenziamento dell’infrastruttura, sussidi per il traffico combinato fino all’apertura del San Gottardo, introduzione della tassa sul traffico pesante che servirà a pagare, in parte, le opere. Un vantaggio importante è che abbiamo applicato il divieto di circolazione durante la notte, quindi per più velocizzare i trasporti, gli operatori sono invogliati a scegliere la ferrovia.

La Transalpina rappresenta una opportunità o un pericolo per Genova che rischia di veder transitare i containers senza fermarsi o di veder ridotto il suo bacino di utenza?

Non vedo nessun pericolo: la transalpina è un corridoio dove transiteranno merci da e per Genova. Sta al porto ligure, ma anche agli altri porti italiani, di adottare opportune politiche per rimanere sul mercato e non veder trasferire i traffici del suo bacino d’utenza, verso i porti nordeuropei. Sono le regole della concorrenza.

La Svizzera utilizza il trasporto ferroviario anche per i traffici interni? Ci sono convenienze economiche anche per tratte brevi?

Un terzo delle merci destinate al mercato interno viaggiano su ferro. Anche se le convenienze puramente economiche sono per tratte superiori ai 300 km i benefici ambientali sono incommensurabili. Fa concorrenza con la gomma poiché i camion sono fermi la notte. In Svizzera la rete è molto capillare e possiamo utilizzare il ferro anche per l’ultimo miglio. Ad esempio Nespresso usa treni shuttle su lunghezze di 20 e 30 chilometri. I binari di raccordo sono molti ed i treni possono arrivare direttamente sui piazzali delle fabbriche.

Come funziona il dialogo con il governo, le istituzioni italiane e le FS, penso anche ai rapporti con il porto di Genova?

I Ministeri dei Trasporti hanno siglato un accordo sulle infrastrutture per connettere le reti svizzere con quelle italiane, non solo relativamente al corridoio 24. I rapporti sono ottimi, lo scorso febbraio c’è stato incontro del Comitato di pilotaggio con il vice Ministro Castelli e si riunirà di nuovo in tempi brevi a Lugano per continuare il confronto. Per quanto riguarda Genova e gli operatori, l’Ufficio dei Trasporti crea le condizioni quadro poi saranno i singoli attori della catena logistica che dovranno creare le condizioni operative. Certo, sarebbe auspicabile che il container venisse trasferito direttamente dalla nave al treno.

Altri porti saranno beneficiati dal collegamento con la Svizzera?

Sì, sicuramente. Penso a La Spezia, Savona, Livorno, ai grandi terminal del nord Italia che possono collegarsi con Novara, Luino e il valico.

Se dovesse dare un consiglio a Moretti, quale sarebbe?

Mi auguro che nel 2020 le Ferrovie italiane siano in grado di smaltire il traffico che transiterà sul nuovo asse San Gottardo. Nel traffico merci è importante la collaborazione stretta fra tutti i soggetti, e le politiche europee vanno in questa direzione, altrimenti arriveremo ad un sovraccarico del traffico stradale. Svizzera, sempre un passo avanti: il traffico merci funziona su certe tracce, si tratta di non disperdere risorse e puntare a quelle. Favorirei anche l’entrata di capitali stranieri: la concorrenza stimola il mercato.

>PATRIZIA LUPI secoloXIX>

FS:INVESTIMENTI PER SICUREZZA FINO A 37 MLN

Posted on the ottobre 29th, 2009 under costruzioni, costruzioni ferroviarie, europa, iniziative, manutenzione, sicurezza by infotreno

Le Ferrovie dello Stato prevedono investimenti fino a 37 milioni di euro per migliorare la sicurezza dei treni e delle infrastrutture ferroviarie tra il 2009 e il 2011. La cifra e’ stata fornita dall’amministratore delegato, Mauro Moretti, che nel corso di un convegno ha annunciato come siano stati gia’ individuati “finanziamenti ad hoc per i Progetti di Security: di questi”, ha aggiunto, “90 sono gia’ stati completati e 160 sono in corso di realizzazione”.

Nel 2008 sono diminuiti sensibilmente i furti nelle stazioni (-30%) e sui treni (-28%), grazie alla convenzione firmata con il ministero dell’Interno nel novembre 2007. Tra i progetti di security completati significativo quello legato alla realizzazione e alla manutenzione degli impianti di security di ben 99 siti ferroviari per un importo complessivo di 18 milioni: ponti, viadotti, gallerie, e stazioni attrezzate di telecamere, sofisticati sensori e controlli selettivi degli accessi.

“Abbiamo fatto molto anche per la sicurezza dei convogli non solo quando viaggiano - ha aggiunto Moretti - 1,2 milioni sono gia’ stati investiti per la messa in sicurezza dei siti di sosta dei treni. E per il Piano Parchi - ha specificato l’ad di Ferrovie - il Gruppo FS investira’ 17 milioni d euro mettendo in sicurezza oltre 25 siti che attualmente ospitano oltre 800 convogli (tra AV, trasporto nazionale e regionale)”. Investimenti pari a 3 milioni di euro anche per la sicurezza dei 109 treni della Flotta ETR. Per questi treni il Gruppo FS ha predisposto una serie di interventi tecnici che impediranno l’accesso ai luoghi sensibili dei convogli (cabine di guida e sale strumenti) alle persone non autorizzate, prevenendo atti di sabotaggio o di attentato al personale di condotta dei treni.

(AGI)

SNCF, Parigi piu distante

Posted on the ottobre 18th, 2009 under costruzioni ferroviarie, disservizi, europa, italia, pendolari, sncf by infotreno

Parigi è un po´ più lontana. Non per chi utilizza l´aereo, ma per chi predilige il treno. I collegamenti giornalieri tra il capoluogo piemontese e la capitale transalpina da qualche settimana sono diventati tre e verranno ulteriormente ridotti a due. Qualcuno ipotizza che in alcuni giorni il servizio possa essere ristretto a una sola corsa, ma da Artesia, la società che gestisce commercialmente la tratta, assicurano: «Ci saranno almeno due circolazioni al giorno». Fatto sta che il disagio durerà almeno fino a dicembre.
Non necessariamente una brutta notizia, perché il motivo della riduzione è strettamente legata alla sopravvivenza della stessa linea Torino-Parigi: il gestore francese, la Sncf, ha infatti iniziato ad adeguare i propri Tgv alle norme di sicurezza imposte dall´Agenzia italiana per la sicurezza delle ferrovie. Sarà una sorta di corsa contro il tempo, perché l´operazione avrebbe dovuto essere conclusa entro il 30 giugno, ma l´agenzia ha concesso una proroga e ha spostato il termine al 31 dicembre. Ora le ferrovie francesi si sono messe all´opera, ma aggiornare sia i convogli sia i binari richiederà di diminuire la frequenza dei collegamenti e soprattutto richiederà del tempo. Perché, come spiegano da Artesia, «si tratta di materiale non nuovissimo, che richiede una cura notevole». Riuscirà Sncf a terminare i lavori prima che inizi il 2010? Difficile dare una risposta, ma in caso contrario il collegamento Torino-Parigi sarà nuovamente a rischio.

Le prime “vittime” dei lavori di messa in sicurezza sono stati il Milano-Parigi delle 6.40 e il ritorno delle 15.24. Una soppressione che ha causato lamentele soprattutto da parte di quei pendolari che sfruttano il Tgv nella sola tratta che collega il capoluogo meneghino con Novara e Torino. Hanno scritto alla Regione e l´assessorato ai Trasporti ha chiesto formalmente a Trenitalia di sostituire il convoglio con un inter-regionale, senza al momento ricevere risposta. Anche il Torino-Parigi delle 12.40 ha subito conseguenze: si arriva in autobus fino a Chambery, dove i passeggeri scendono e prendono il Tgv fino alla capitale francese

E se oggi è più problematico raggiungere la Ville lumiere, prenotare un treno dopo il 13 dicembre è addirittura impossibile. Colpa del nuovo orario delle ferrovie italiane, che non è ancora pronto e quindi impedisce di riservare posti a sedere su qualsiasi convoglio italiano. Trenitalia sta lavorando a fondo e garantisce che le nuove tabelle saranno «pronte entro metà novembre». Del resto, i nodi da scogliere sono molti e uno riguarda la Val Susa: «Abbiamo presentato un orario più cadenzato per servire meglio la vallata, ma Trenitalia ci dice che non mette a disposizione il materiale rotabile se non rinnoviamo il loro contratto di servizio», spiega Giovanni Nigro, presidente dell´Agenzia per la mobilità metropolitana, cui compete la linea Torino-Bardonecchia. Insomma, sulla tratta è in atto una sorta di braccio di ferro, che ha ripercussioni anche sulla definizione del nuovo orario dei Tgv per Parigi, che devono “incastrarsi” con quelli dei convogli locali: «Noi siamo pronti - dice Nigro - a riconoscere un aumento dei costi a fronte di un aumento di servizi, ma la scelta non può essere presa in modo unilaterale come vorrebbero loro».

<repubblica>

Il mondo dei “bambini”

Posted on the settembre 27th, 2009 under costruzioni ferroviarie, iniziative, italia, notizie by infotreno

Quanti di voi sognano di avere un plastico in casa? …

allora eccovi una ottimo video girato alla mostra NOVEGRO 2009

NOVEGRO 2009 Plastico del Gruppo E 656

il piu grande plastico del mondo (Amburgo)

Miniatur Wunderland *** official corporate video *** largest model railway / railroad in the world

Asili a posto delle stazioni, l’ulitima sparata di moretti

Posted on the settembre 19th, 2009 under costruzioni, costruzioni ferroviarie, ferroviaria, incidente, informazioni, iniziative, lavori, servizio, sicurezza by infotreno

Asili nido al posto delle stazioni ferroviarie non piu’ in uso. E’ una delle soluzioni suggerite dall’ad delle Ferrovie, Mauro Moretti. Nell’ambito dell’accordo di programma, infatti, e’ previsto anche di dare in comodato d’uso agli enti locali, per fini sociali, gli oltre cento edifici in Veneto non piu’ utilizzati dalle Ferrovie. ‘Il comodato - ha detto Moretti - avra’ il costo simbolico di un euro per 20 anni’.

<ansa>

Ansaldo, un treno per la libia

Posted on the agosto 26th, 2009 under costruzioni ferroviarie, economia, europa, ferrovie by infotreno

Ansaldo Breda mette un’ipoteca sull’alta velocità ferroviaria in Libia. L’azienda partenopea ha infatti appena consegnato un convoglio Ic4 al governo di Tripoli, che ora ne sta esaminando le caratteristiche in vista della possibile realizzazione non solo della tratta tra la capitale e Bengasi, ma dell’intera linea costiera che il colonnello Muammar Gheddafi vorrebbe affiancare a una grande autostrada che unirebbe l’Algeria all’Egitto. L’Ic4 è un convoglio ad alimentazione diesel a quattro elementi in grado di viaggiare a 200 chilometri all’ora. La consegna è avvenuta in concomitanza con la prima "Giornata dell’amicizia tra il popolo italiano e il popolo libico", che sarà celebrata domenica prossima alla presenza del premier Silvio Berlusconi.

ic4_obliqDa Ansaldo Breda un treno ad alta velocità per la Libia. Fonti industriali rivelano che la società napoletana del gruppo Finmeccanica ha inviato nei giorni scorsi a Tripoli un esemplare del convoglio Ic4 per farlo visionare ai tecnici di Muammar Gheddafi. Il colonnello avrebbe infatti  l’intenzione di realizzare una tratta ferroviaria superveloce non soltanto tra la capitale e Bengasi, ma per collegare l’intera zona costiera del Paese magrebino, da affiancare a una lunga autostrada che andrebbe dall’Algeria fino all’Egitto, sognando le Repubbliche arabe unite. In pole position per la più realistica fornitura di materiale rotabile in Libia ci sarebbe proprio l’azienda di via Argine.
La consegna del treno è avvenuta in vista della prima "Giornata dell’amicizia tra il popolo italiano e il popolo libico", che domenica prossima Gheddafi celebrerà a Tripoli. L’evento è stato  istituito dal colonnello dopo la firma a Bengasi del trattato di amicizia lo scorso 30 agosto con Silvio Berlusconi. Alla manifestazione,come noto, parteciperà anche il nostro presidente del Consiglio. Ad accompagnare Berlusconi ci dovrebbero essere le frecce tricolori. Nove aerei acrobatici MB339 made in Finmeccanica tramite Alenia Aermacchi si esibiranno nei cieli di Tripoli due giorni dopo, il 1° settembre, in occasione della grande parata militare che il regime libico ha organizzato per celebrare il quarantesimo anniversario del colpo di Stato con cui Gheddafi ha preso il potere nel 1969.
L’Ic4, che sta per Intercity a quattro elementi, è un convoglio ad alimentazione diesel 280px-DSB_IC4_in_Aarhus_2composto da quattro elementi e in grado di viaggiare fino a 200 chilometri all’ora. Il treno è stato progettato per le ferrovie danesi, che li utilizzeranno per il servizio tra le città principali. Il progetto ha privilegiato la riduzione dei tempi di percorrenza, l’ottenimento di alti livelli di comfort, un elevato grado di affidabilità, bassi costi di esercizio e manutenzione e un basso impatto ambientale. Grazie alla struttura in alluminio delle casse le prestazioni generali sono incrementate.
Il design, studiato in collaborazione con Pininfarina, offre ai passeggeri un ambiente gradevole e di elevato comfort. Le dotazioni del treno comprendono, tra l’altro, aria condizionata, impianti per le informazioni audio-video al pubblico e display per i posti prenotati, oltre a sedili reclinabili dotati di impianto per la diffusione sonora.
E’ difficile però che un eventuale ordinativo da parte libica possa prendere la forma di una vera e propria commessa tradizionale. Infatti Gheddafi, pur in possesso di un’ingente disponibilità finanziaria derivante dagli introiti della vendita del petrolio, parla sempre di risarcimenti dovuti dagli italiani e dagli inglesi a causa dell’invasione della Libia durante il periodo coloniale. A mettere i soldi sul tavolo sarebbe quindi direttamente il governo di Roma. Secondo indiscrezioni di stampa, infatti, l’amicizia tra l’Italia e la Libia si misura in miliardi di dollari: 5 miliardi li investirà il nostro Paese proprio per costruire strade e ferrovie in Libia. In cambio, l’Italia spera in un maggior coinvolgimento dei nordafricani nelle imprese italiane, sempre più a caccia di preziosa liquidità in epoca di crisi finanziaria. Finora i capitali dei libici a Piazza Affari sono arrivati con il contagocce. Si calcola che i pacchetti azionari che il fondo sovrano di Tripoli detiene in Unicredit, Eni e Juventus valgono appena 3 miliardi di dollari. La quota più consistente è infatti il 5 per cento nel gruppo bancario di piazza Cordusio.
Intanto il primo appalto in terra libica è stato ottenuto da Ansaldo Sts (gruppo Finmeccanica) con una commessa da 541 milioni di euro per il segnalamento ferroviario. Ora si spera quindi nella fornitura di treni da parte di Ansaldo Breda. Impregilo, nel frattempo, guarda alle autostrade, mentre Eni a giugno ha allungato i diritti di sfruttamento dei pozzi petroliferi.

<il denaro>

Puntare sulla rotaia

Posted on the giugno 12th, 2009 under costruzioni ferroviarie, economia, europa by infotreno

I paesi dell’Unione europea si sono messi d’accordo per rendere il trasporto ferroviario di merciupf_185232_Kastel_Bf_010509 più affidabile in Europa, attraverso «corridoi internazionali» più funzionali e meglio organizzati. È stata tuttavia indebolita l’ambizione iniziale di un progetto di legge per limitare il traffico di mezzi pesanti. L’Europa da tempo dà la priorità ai treni per passeggeri, che raccolgono gli investimenti e gli spazi sugli assi esistenti, penalizzando lo sviluppo e la puntualità dei servizi di trasporto di mercanzie. Questa concorrenza tra passeggeri e merci sulle ferrovie ha dato luogo ha scambi accesi tra i ministri europei dei Trasporti riuniti oggi a Lussemburgo. Alla fine è stato raggiunto un testo di compromesso. La Germania è particolarmente refrattaria

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Unione Bombardier - AnsaldoBreda

Posted on the giugno 11th, 2009 under bombardier, costruzioni ferroviarie, tecnologia by infotreno

Bombardier, il gruppo canadese dell’aerospazio e del trasporto su rotaia, affila le armi in vista  normal_DSB_IC4_5820_Pistoia_(104)della gara per i 50 treni alta velocità delle Fs, ormai in   dirittura d’arrivo. Per le Ferrovie italiane, Bombardier e AnsaldoBreda presenteranno l’ultima  generazione delle locomotive alta velocità, il V300Zefiro, ha detto in una conferenza stampa a Vienna il capo della Bombardier Transportation, André Navarra, durante il salone Uniti.

“Stiamo aspettando la gara che dovrebbe essere a breve, alla quale parteciperemo con AnsaldoBreda, un accordo che sta andando molto bene”, ha spiegato Navarri a proposito della società di logo bombFinmeccanica. Con la quale l’intesa “potrebbe essere ampliata ad altre opportunità in altri settori, come ad esempio i treni regionali”, ha aggiunto il presidente e amministratore delegato di Bombardier Transportation Italia, Roberto Tazzioli.

La maxicommessa Fs da circa 2 miliardi di euro (il cui bando dovrebbe essere ufficializzato “entro l’estate”, ha detto nei giorni scorsi l’Ad di Fs Mauro Moretti), e l’ulteriore gara per un corposo pacchetto di treni regionali di altrettanto

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